sabato 19 aprile 2008

VOTAZIONI


No, non ci bastava dover scegliere un partito seguendo la logica, almeno nel mio caso, di chi mi fa meno schifo...No! è una coazione a ripetersi questa... Ora devo scegliere anche chi voglio che vinca tra i 4 superstiti... Che sofferenza... anche in questo caso non ho una preferenza, ma voto chi mi fa meno schifo...
Chi non sopporto con tutto il cuore è Teresa.... seguita a ruota da Mario... Di Janfil non mi interesso.. e chi mi rimane? La mia rivale, nonchè causa dell'uscita del mio amato Botta?
Povera Italia, uno non sa da chi farsi rappresentare politicamente parlando, e non può sentirsi libero di scegliere in autonomia neanche in un programma televiso, perchè, hanno già fatto una scelta per me... e io devo scegliere chi dei 4 mi è meno antipatico! Siamo inglobati in un sistema che ci risucchia!!!!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Applicando i criteri della fisiognomica tra un viso bovino, uno equino ed un terzo ovino saranno gli occhioni grandi di Bambi/Christine ad avere la meglio. Vi è una propensione della mente umana a sentirsi attratta dai bambi (alla Disney non alla bergamasca).

Umanamente spero di no, 500mila euro resi disponibili alla fragile Bambi Christine non potranno che provocarle dolore e danni.

Dovendo votare sceglierei Mario, il quale persegue un sogno di diventare imprenditore agrituristico. Potrebbe acquistare una cascina e con le sue capacità di muratore ristrutturarla. Come cuoco se la caverebbe benino, ma suppongo che trascorrerebbe troppo tempo in gioia con le clienti, ad approfondire i rudimenti lasciati incompiuti da Lina Manolesta.

xxl

ps: Questo potrebbe essere l'ultimo commento. Del primo Gf ricordo l'originalità interpretativa dell'evento fatta da Mauro Covacich sul Corriere della Sera. Di questa ottava edizione l'efficace ironia interpretativa di questo blog.

big sis fede ha detto...

Sono felice che tu abbia usato un condizionale... spero che non sia il tuo ultimo commento, è un vero piacere leggerti!
Se per caso hai voglia di cambiare genere... ti aspetto qua...
http://levettecercanogliabissi.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

Perché vincono i vinti?
Perché è questo il senso della saga nazionale.
Non valgo molto. Ma ce l’ho fatta. Ho perso la guerra ma ho vinto la pace. Tutto s’aggiusta.
Il grande fratello italiano è, ovviamente, il luogo delle proiezioni del paese.
La competizione è truccata. La ricerca del vincitore scolora nell’implorazione.
Le brave ragazze vanno in paradiso. Le cattive dappertutto. I coglioni ci vanno comunque in prima classe. Esibendo la propria nullità come passaporto, biglietto e invito nel privé.
Che male c’è allora? Non è in fondo la realizzazione apparente dell’adagio evangelico che vorrebbe i mansueti ereditare il regno dei cieli? O l’”umanità dell’animale” di Masson, che impedisce all’individuo dominante di infierire sullo sfidante sconfitto che mostri la pancia.
Il male è che purtroppo si tratta della realizzazione del cristianesimo selettivo e voyeur dei rotocalchi. Un memento mori che invita all’amnesia. Mostrare la pancia, la più gonfia e indifesa possibile. E trasformare questa esibizione in un’aggressione. Verso chi mantiene, per amor proprio o renitenza borghese, il pudore delle apparenze. La forza e il merito trasformati in debolezze. Imperdonabili.
E il debole che ha mostrato la pancia si rialza. Premiato. Chiude la camicia sulla pancia esibita. Si ascrive meriti invisibili. Rende partecipi delle proprie indecenti disgrazie e insignificanti realizzazioni.
Sei stato rapito. Violentato. Sei un beone imbecille (con begli occhi azzurri). Sei come questo paese, in balia di logiche internazionali su cui non ha nessuna possibilità di incidere ma da cui speri di uscire vincitore. Con la bella figura. Il nostro orgoglio nazionale sono ormai la tavola imbandita e i bei vestiti, vettori di un trionfo altrettanto irrealizzabile di quello promesso da tre milioni di baionette e dai carri armati di cartapesta.
La vittoria di Mario è quella che il paese spera per sé.
L’aggressione della debolezza.
E non è un caso che la nostra protesi della volontà di potenza è l’abolizione della pena di morte.